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Vita Indipendente e Abitare Sociale

Si tratta dell’attività dedicata alle persone con disabilità cognitiva. Aspira ad agevolare la transizione alla vita adulta, dando risalto alle esigenze di autonomia abitativa grazie all’esperienza ed all’apporto di alcuni dei Membri di Well Fare Pordenone, in particolare di AsFO (Membro Fondatore dal 2016). 

AsFO (Azienda Sanitaria Friuli Occidentale), La Casa dell’Autismo APSLaLuna Impresa Sociale e Fondazione Down FVG ETS sono enti ed organizzazioni da anni presenti sul territorio pordenonese che, assieme al sostegno di familiari e persone vicine, si adoperano per rendere autonome persone con disabilità, anche attraverso l’accompagnamento in percorsi di vita adulta. Da valori comuni e condivisi con Well Fare Pordenone (quali la lotta alle disuguaglianze, lo sviluppo delle capacità individuali e la scelta comunitaria) nasce una collaborazione che porta La Casa dell’Autismo APS, LaLuna Impresa Sociale e Fondazione Down FVG ETS a diventare Membri della Fondazione. Nel 2021 viene quindi istituito il Tavolo Vita Indipendente e Abitare Sociale e un anno dopo il relativo Fondo Vite da Vivere.

Il Tavolo Vita Indipendente e Abitare Sociale si propone di coordinare le disponibilità abitative per le persone con disabilità coinvolte nei progetti di vita indipendente, ma non solo. Si adopera per tutelare i diritti essenziali della persona quali il diritto ad un abitare dignitoso, così come il diritto a vivere significative opportunità ed esperienze di inclusione formativa, lavorativa e sociale.

Autonomia abitativa per le persone con disabilità

Grazie al lavoro ed alla dedizione decennale dei Membri coinvolti, oggi il territorio pordenonese conta tre abitazioni dedicate ai percorsi formativi finalizzati all’autonomia nella vita adulta: Casa al Sole a Pordenone, Via Colombo a Sacile e Casa Facca a Fiume Veneto.

Proprio mentre leggi, gli 11 ospiti attuali sono coinvolti in attività educative che incrementano gradualmente le loro competenze esecutive, sociali e relazionali. Così, al termine del periodo di residenza propedeutica di circa tre anni, saranno in grado di esprimersi al meglio come persone autonome. Come? Andando a vivere da soli.

Si trasferiranno in un nuovo alloggio che sarà la loro casa definitiva e qui continueranno la loro conquistata indipendenza, lasciando il posto ad altre persone con disabilità che inizieranno il loro personale percorso di vita adulta verso l’autonomia.

Vite da Vivere

Per dare voce ai bisogni della comunità e sostenere le attività promosse a favore delle persone con disabilità, nasce nel 2022 il Fondo Vite da Vivere a cui viene affiancata l’omonima campagna di raccolta fondi.

Il primo obiettivo della campagna è di aiutare a mettere su casa: una casa all’anno da rendere disponibile per le persone con disabilità in uscita dai percorsi formativi.

Oggi sul nostro territorio le case di vita indipendente sono 16 in cui vivono a piccoli gruppi 32 persone con disabilità.

Requisiti e modalità

Per accedervi è necessario essere residenti nel Comune di Azzano Decimo, avere lo Spid ed essere iscritti al Libretto Famiglia. Lo Spid è l’identità digitale per accedere ai servizi della Pubblica amministrazione, mentre il Libretto Famiglia è un servizio dell’INPS che permette di pagare regolarmente chi svolge lavori occasionali.

Il nostro operatore di progetto Riccardo vi aiuterà nell’attivazione di tali strumenti ed alla registrazione al progetto Api Operaie.

Verifica con attenzione le modalità nella sezione che ti corrisponde:

 

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Vuoi partecipare?

 

Puoi contattare Riccardo che si occuperà di mettere in contatto chi offre un servizio con chi lo cerca, ti accompagnerà passo dopo passo per tutta la durata dell’intervento e risponderà a qualsiasi dubbio o necessità.

329 6853205
via Roma 1, 33333 Città
info@fondazionewf.it






    FAQ

    La persona che offre un servizio può lavorare presso il proprio nucleo familiare/ ex nucleo familiare?

    No, l’obiettivo del progetto è quello di arricchire le reti fra persone che non sono conoscenti fra di loro. È possibile fare questo progetto con i componenti della parentela (nipoti, cugini, zii), ma non con componenti del nucleo familiare.

    Che cosa fare se la relazione non funziona? Se il lavoratore non compie il lavoro per cui è stato contattato?

    Contattate Riccardo per capire come risolvere il problema e pensare, eventualmente, a una sostituzione della persona con un’altra.

    Due persone che si conoscono (una che offre e l’altra che cerca quel servizio), possono mettersi in contatto con Riccardo e essere abbinate al fine del progetto?

    Certamente, l’obiettivo è di rinforzare le reti delle persone, se esiste già una relazione questo progetto è un’opportunità per investire sul legame fra queste persone.

    Ho fatto domanda per un servizio in particolare (es. ricerco una babysitter), è possibile fare un’ulteriore richiesta?

    Sì, i bisogni possono cambiare ed è possibile presentare richieste diverse in momenti diversi.

    Perché le famiglie devono versare 10 euro e il lavoratore riceve solo 8 euro netti all’ora?

    La persona che diventerà datore di lavoro dovrà versare 10€ per ogni ora di lavoro, la persona che invece lavorerà guadagnerà 8€ per ogni ora di lavoro. La differenza di 2€ copre il versamento di contributi pensionistici, assicurazione INAIL e i costi di gestione della piattaforma. In questo modo il lavoro eseguito è regolarmente retribuito, permette di accumulare contributi e offre anche una copertura assicurativa.

    Posso prestare servizio presso diverse famiglie?

    Sì, ma l’importo totale che ti verrà retribuito non deve superare i 5.000 Euro annui. Vale a dire che la somma di tutte le tue prestazioni svolte durante l’anno dovrà rientrare in tale importo.